martedì 28 novembre 2017

"La Piccola Libreria di Venezia" di Cinzia Giorgio [Recensione]

Bentornati Lettori Erranti, le giornate fredde e piovose di questi giorni sono state accompagnate da una piacevolissima lettura, che parla di libri, La piccola libreria di Venezia di Cinzia Giorgio, autrice del bestseller La collezionista di libri proibiti (trovi la recensione del bosco QUI). Lettura molto piacevole che mi ha portata ad allungare la mia wishlist dei libri da leggere. Venite a scoprire perché!

La piccola libreria di Venezia di Cinzia Giorgio
Narrativa Moderna e Contemporanea 
Copertina Rigida 352 pag. Prezzo: € 10,00
Margherita ha un dono: sa consigliare a ogni persona il libro giusto. È per questo che, delusa dalla fine della sua storia d’amore, lascia Parigi e torna a Venezia, con l’intenzione di aprire una libreria nella bottega d’antiquariato appartenuta al padre. Poco prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, rovistando tra vecchie carte, Margherita trova, incastrata in fondo a un cassetto, una foto che ritrae una giovane donna. “Per Anselmo, il mio grande amore”, recita la dedica sul retro, che riporta anche data e luogo: aprile 1945, Borgo degli Albizi, Firenze. Margherita nota con stupore che la ragazza ha al collo un ciondolo identico a quello che le ha lasciato suo zio Anselmo. Com’è possibile? Quel ciondolo è un pezzo unico, non può trattarsi di una copia. Incuriosita dalla scoperta, decide di indagare e parte per Firenze. La sua piccola ricerca la conduce in una libreria, la cui proprietaria è la figlia di Emma, proprio la donna della foto. Ma in quel luogo Margherita conosce anche qualcun altro: Fulvio, uno scrittore un tempo famoso, che non pubblica da anni e che nasconde un mistero nel suo passato…


LA MIA OPINIONE

La piccola libreria di Venezia, séguito de La collezionista di libri proibiti, (di cui, comunque, non si necessita obbligatoriamente  la lettura) è un romanzo che ha come protagonista una libraria, Margherita, e la sua grande passione per i libri.
L’autrice Cinzia Giorgio inizia ogni capitolo con delle citazioni famose che in qualche modo sono legate al capitolo che andremo a leggere, scelta  che ho reputato azzeccatissima,  inoltre,  troviamo la data e il luogo in cui si svolgono i fatti, dato che la protagonista si sposta in varie città, aiutando il lettore a non “perdersi”.    

“Il coraggio di conoscere se stessi è un coraggio raro”

Andiamo al romanzo, Margherita decide di dar nuova vita alla vecchia bottega d’antiquariato di famiglia, in ricordo del padre scomparso, al quale era profondamente legata.  Qui, trova una foto di una certa Emma, ed aiutata da Olympia, amica e datrice/socia di lavoro, andrà alla ricerca di questa donna. Facendo spola tra Venezia, Firenze e la Francia la sua storia si intersecherà con alcuni personaggi del precedente romanzo, ma anche con nuove figure, come quelle di Emma, della figlia Nicoletta, Lèonie  e dello scrittore Fulvio.
Quando Margherita incontra Emma le chiede di raccontarle la sua storia e perché è legata alla sua famiglia. Qui, avremo diversi flashback dati dal racconto della donna, che sono ben inseriti, regalandoci un po’ di suspense.
L’autrice “gioca” sul mistero di un ciondolo, ma lasciandoci alla fine senza il senso di “ritrovamento” da parte di Emma.
Ogni luogo viene ben descritto, non perdendosi in troppi dettagli e dando ad ogni posto la giusta attenzione, così ci ritroviamo anche noi a sorseggiare una tazza di cioccolata calda nel locale di Lèonie in Francia, passeggiamo per le calle di Venezia o tra gli antichi palazzi di Firenze, ma ancora di più sentiamo l’odore dei libri nella libreria della nostra Margherita, così come in quella di Nicoletta.  Anche i personaggi  vengono delineati al meglio fisicamente e caratterialmente, senza  però soffermarsi eccessivamente, dandoci modo di affezionarci ad ognuno di loro.

"Sempre più persone le chiedevano aiuto attraverso i libri, ora che si era diffusa la voce che le medicine che consigliava erano fatte di pagine e storie".

Margherita ha questo dono particolare, consigliare il libro giusto, anche senza conoscere bene la persona che le chiede aiuto, ed i suoi consigli non sono mai banali, come quando una donna che diventerà sua assidua cliente rimane stupida perché in tutte le librerie che aveva  visitato le avevano consigliato “Il piccolo principe”, lei, invece, le consiglia  “I trentanove Scalini” di John Buchan, “per avere un’idea di quanto possa essere frenetica la vita.”

Margherita scopre di amare non solo i libri e la sua libreria, ma anche Fulvio, uno scrittore enigmatico, misterioso e che sembra essere impenetrabile, ed è facile lasciarsi coinvolgere dalla loro storia d’amore che non cade nel banale, e che non ci allontana dal punto focale del romanzo, i libri.

“L’amore per i libri ci aveva fatto incontrare e ci aveva salvato la vita”

Non mi voglio soffermare troppo sulla trama per evitare spoiler e togliere il gusto della lettura, e vado subito alla fine del libro, dove la nostra autrice dando ancora voce alla protagonista suggerisce ai lettori un breve prontuario per curarsi con i libri. 

“I libri salvano la vita. Se non la salvano la migliorano, se non la migliorano la colorano, e se non la colorano allora state leggendo il libro sbagliato.” Con queste parole inizia la piccola guida che può aiutare noi lettori a scegliere il libro migliore per un determinato momento della nostra vita. Da parte mia non ho mai dato “importanza” ai classici e ne ho letti veramente pochissimi, escludendo i soliti ripetitivi durante la scuola e pochi altri, così, grazie alla curiosità che mi ha instillato l’autrice ho segnato diversi titoli proposti nella mia già lunga lista dei libri da leggere. Sono sicura che anche voi vi lascerete coinvolgere da questo racconto e dai titoli che l’autrice propone.  




Il mio voto finale è 3 gufi (3,5 per la precisione).  Lettura piacevolissima e leggera, ben strutturata e che non ha deluso le mie aspettative. 

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