mercoledì 8 novembre 2017

"La piccola Bottega del tè" di Caroline Roberts [Recensione]

Salve a tutti cari Lettori Erranti, oggi, con difficoltà e un pizzico di dispiacere vi parlerò di un romanzo uscito da poco tempo in Italia,  La piccola Bottega del tè di Caroline Roberts,per la Newton Compton Editori. Sarò ovviamente schietta e sincera per questo libro che mi ha molto delusa.


La Piccola Bottega del Tè di Caroline Roberts
Newton Compton Editori
313 pagine - Narravita Rosa 
Prezzo: € 10,00 



Ellie Hall ha un solo desiderio: dimenticare la vita di città e dedicarsi con amore alla piccola bottega del tè di Claverham Castle, per realizzare il suo sogno di bambina. Niente più noiosi calcoli al computer, finalmente: nelle sue giornate ci saranno solo tazze fumanti accompagnate da torte e biscottini, e amabili chiacchiere con i clienti. Tutto questo è però guastato dallo scorbutico Lord Henry, proprietario del castello, contrario ad aprire le porte della propria dimora ai visitatori. Ma Ellie non ha alcuna intenzione di perdere ciò per cui ha tanto lottato e così, cupcake dopo cupcake, con la sua bottega conquista il cuore degli abitanti, e i suoi dolci diventano l'attrattiva principale del posto. Ora tutto quello che manca nella vita di Ellie è un pizzico di romanticismo: sarà forse Joe, lo scontroso amministratore della tenuta, a donarle un po' di inaspettata dolcezza?


LA MIA OPINIONE

Come sempre la prima cosa che mi attrae in un libro è la copertina, ed eccola, dolcissima, delicata con quei toni pastello e quel titolo invitante come una tazza di tè caldo, “La piccola bottega del tè”. Mi sono lasciata incuriosire dalla trama e mi sono buttata in questa avventura insieme alla protagonista Ellie, anche perché uno dei miei sogni è proprio quello di gestire una sala da tè.

L’inizio è molto banale e scontato. La protagonista, Ellie, appunto, ha un sogno, avere una sala da tè tutta sua, e decide di mollare un lavoro sicuro per questa grande incertezza, spinta dalla sua passione di preparare dolci ereditata dalla defunta nonna (anche questo l’ho trovato scontato) e rafforzata da una grande delusione d’amore.  Vede un annuncio in un giornale per la gestione di una sala da tè in un castello, e si dirige, abbastanza impreparata, al colloquio con il proprietario, il signor Henry, e l’amministratore del Castello, Joe. 
Subito Ellie nota Joe e lui nota lei. Scontato no? 
Ellie è molto giovane ed ingenua ma molto testarda e determinata. Joe è carino, con un bel fisico ed ha un certo fascino, enigmatico e misterioso. 
La nostra protagonista ottiene il posto e tra alti e bassi riesce a mettere in piedi la sua sala da tè. Compie degli errori, si abbatte ma non demorde, e va avanti convinta di riuscire a farcela nonostante la poca esperienza, grazie alla sua grande passione nel preparare i dolci e grazie anche alle persone che la sostengono, sia i suoi familiari che il personale appena conosciuto a lavoro. Punto a favore dell’autrice, che non ha messo da parte questo argomento per raccontare una semplice storia d’amore.

I luoghi vengono descritti bene:  il castello, la cucina, la sala da tè… sembra quasi di essere lì con i nostri personaggi a sorseggiare una tazza di tè caldo e assaporare la torta al limone o qualche cupcake preparati da Ellie, ed è, forse, l’unica nota positiva di tutto il libro.
Ho trovato molti dialoghi vuoti e spesso ripetitivi… Insomma, Ellie lo abbiamo capito che il tuo ricettario è della nonna e lo tieni in cucina! 
E anche i colpi di scena non lo sono stati perché molto scontati, almeno per me, avendo subito intuito i “segreti” di Joe e del signor Henry.  

Ho notato, anche, una certa immaturità nell’autrice nel modo di scrivere, nessuna grande frase che rimanga impressa, nessun concetto realmente profondo o almeno significativo,  ed, inoltre,  ho trovato durante la lettura anche diversi errori di battitura e ortografici di editing.

Aver diviso il libro in capitoli e paragrafi più o meno lunghi spostando l’attenzione su Ellie o Joe l’ho trovato un po’ inutile, perché non si da lo stesso spazio ad entrambi e perché viene usata la terza persona, anche se ci spostiamo a guardare gli eventi dal punto di vista di una all’altro. 
Tutti i personaggi rimangono ai margini della storia, ma ad alcuni avrei dato più importanza, per capire meglio anche i nostri protagonisti, conosciamo il signor Henry all’inizio, ogni tanto fa la sua apparizione, quasi fosse un fantasma e anche alla fine non lo vediamo quasi, e tutti i personaggi che “girano” per il castello meritavano una piccola considerazione in più.  

Ci troviamo davanti a una storia d’amore che ha problemi a decollare, i protagonisti con i loro alti e bassi e il loro atteggiamento  mi spiazzano di pagina in pagina. A un terzo del libro il tono scorrevole e semplice cambia totalmente, diventando “caldo” ed esplicito, quando i due protagonisti ci “danno dentro”.  
Ormai sembra fatta,  tra passeggiate romantiche , appuntamenti e sesso sfrenato… ah no, lui scappa per un po’, per poi tornare e dirle che non possono stare insieme, perché non vuole una storia con chi lavora per lui, e alla fine scoprirete perché, se non lo avevate già intuito prima come me… 
Si riavvicinano solo a livello professionale, lavorando e vivendo sotto lo stesso tetto e soffrendo entrambi come due scemi, e alla fine, grazie alla complicità di una cameriera e della fioraia si riavvicinano, parlano e si chiariscono. 
Sembra essere arrivato il lieto fine, ma l’autrice decide di mettere in mezzo un po’ di adrenalina con un piccolo incidente al castello e… finalmente il sogno romantico viene coronato.


Alla fine del libro troviamo la ricetta  della famosa torta al caffè e cioccolato della nonna di Ellie, l’ho letta ed è abbastanza laboriosa, ma l’idea di averla proposta l’ho trovata carina. Potrei prendere spunto da questa e ricavarne qualcosa di più semplice… Chissà…  


Voto Finale due gufi. Purtroppo non riesco a dare un giudizio migliore di queste pagine. Libro leggero e banale. 

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