sabato 4 novembre 2017

Il Grande Gatsby di F.S. Fitzgerald - Ricetta: Dolcetti al limone [Rubrica:LettureinPentola]

Benvenuti Lettori erranti,  in questi giorni mi è capitato spesso di ritrovare il nome di Gatsby in alcune discussioni, su siti internet che ho visitato e anche su uno di quei test che si trovano su facebook, e secondo proprio questo test, un libro che mi rappresenta è “Il Grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald.  Ormai, ho capito che questo libro mi stava proprio chiamando e mossa dalla curiosità l’ho letto, quindi adesso sono qui a parlarvene, voi sedetevi qui, in questa magnifica radura del Bosco dei Sogni fantastici, mentre l’impasto per i dolcetti a limone (ispirati proprio da questo libro) è in fresco a riposare.




Il Grande Gatsby 
di Francis Scott 
240 pagine, 
Narrativa Moderna e Contemporanea
Prezzo di copertina: € 8,50  
Feltrinelli Ed. 


Il romantico ed enigmatico Jay Gatsby organizza feste sontuose nella speranza di avvicinare la donna amata in gioventú, Daisy, che ha sposato un uomo ricco e rozzo. Ne diventerà l'amante, ma un incidente automobilistico darà una tragica svolta al loro amore. Una descrizione spietata e partecipe del mondo fastoso e frivolo degli anni Venti nelle pagine indimenticabili dello scrittore simbolo della «generazione perduta».





LA MIA OPINIONE

Come spesso mi succede, non ho letto la trama del libro prima di leggerlo, quindi, non sapevo assolutamente cosa aspettarmi.

La voce narrante è quella di Nick che con aria quasi sognante ci racconta un po’ della sua storia, introducendoci a piccoli passi nella vita di James (Jay) Gatsby che, proveniente da una famiglia povera diventa un ricco festaiolo.  

“La condotta morale può poggiare sulla roccia più dura e compatta o su paludi acquitrinose eppure, superato un certo limite, non m’importa più su cosa sia fondata. Quanto rientrai dall’Est, lo scorso autunno, anelavo ad un mondo in uniforme, paralizzato in una sorta di eterno “attenti” morale; ero completamente stufo delle privileggiate ed indomite incursioni nel cuore umano. Soltanto Gatsby, l’uomo che presta il proprio nome a questa storia, era escluso da quella mia reazione – proprio Gatsby che rappresentava tutto ciò per cui nutrivo disprezzo.”

Sappiamo che Gatsby ama organizzare feste, alle quali lui non partecipa realmente, non tocca alcool e ne rimane sempre un po’  in disparte, suscitando così tra gli invitati curiosità e pettegolezzi.  Qui, si evince una sorta di sogno americano “distorto”: gli anni del proibizionismo, gli aristocratici egoisti, violenti, ed incuranti dei rapporti interpersonali,  ricchi che si divertono senza limiti. In opposizione, abbiamo il narratore, Nick, un conformista, rispettoso delle regole, che non ama gli eccessi né correre rischi e che si accontenta di un lavoro che non gli piace.
Siamo al tempo della Grande Guerra, quando Gatsby si arruola e durante l’addestramento conosce Daisy Fay, ricca diciottenne di Louisville. I due si innamorano, e nonostante si promettono amore eterno, lei si sposa con un ricco giocatore di polo. Gatsby finita la guerra, si ripromette di tornare negli Stati Uniti per riconquistare Daisy, nonostante la sua povertà. Dopo aver conosciuto un ricco proprietario di uno yatch diventa ricco a sua volta, grazie a traffici illeciti ed acquista un villino, vicino a quello di Nick Carraway.

L’autore descrive emozioni e sentimenti attraverso la voce e i pensieri di Nick, e questo porta inevitabilmente ad una certa mancanza, sicuramente voluta.  Ci chiediamo cosa pensa realmente Gatsby? Cosa prova Daisy verso il marito e cosa ha pensato nel momento in cui incontra Gatsby e cosa si sono detti negli incontri successivi? Possiamo avere le risposte, se riusciamo a leggere non solo una storia descrittiva e poetica, ma guardando ogni sfumatura dei personaggi e andando nel profondo, come profondo è questo romanzo.
Nick è il cugino di Daisy, la quale ha problemi con il marito Tom, che ha un’amante, Myrtle, moglie di un meccanico. Ed è proprio Nick che mentre sta instaurando una relazione con Jordan,  fa incontrare di nuovo Jay Gatsby e Daisy. Qui le cose si complicano, intrecci amorosi, verità nascoste e grandi bugie portano inevitabilmente a una tragedia. Nick sconfortato e deluso decide di andare lontano e lasciare quel posto che, in fondo, non gli appartiene.

L’autore riesce a catapultarci negli anni ’20, e siamo lì con Nick quando pian piano inizia a conoscere Gatsby, e a comprendere l’amore puro e incondizionato che ha verso Daisy. Siamo sempre lì, quando  capiamo che qualcosa sta andando storto. C’è la figura di Gatsby, sicuramente ambigua, ma pura, come poche. Abbiamo Daisy, ricca, ricchissima, ed egoista, che accetta la corte e l’amore di Jay solo quando lui gli mostra quanto sia diventato ricco, e la vediamo commuoversi davanti a tanto sfarzo. Tom, il marito di Daisy, si mostra come realmente è, un uomo incapace di amare veramente e saper comunicare, ed anche violento verso la propria amante, Myrtle, che accetta queste condizioni per “vivere  un sogno di ricchezza” e sfuggire alla vita monotona e mediocre con il marito George Wilson.  Abbiamo, quindi Wilson, che arranca, con aria greve e stanca nella proprio officina…

Qui, mi fermo un attimo. Tornando alla trama scritta sopra non ho descritto volutamente il finale, parlandone vagamente. Quindi, consiglio di saltare questa parte se, come me, non amate gli spoiler.

Siamo qui a capire che “qualcosa sta andando storto”… Nello stesso momento che Wilson comprende che la moglie ha dei segreti, anche Tom capisce che tra Daisy e Gatsby c’è stato o continua ad esserci qualcosa. Gli eventi si susseguono come in un sogno, fino ad arrivare a due tragici epiloghi.
Myrtle viene investita dall’auto di Gatsby, Wilson sconvolto ha intenzione di uccidere Tom (che era andato poco prima da lui con la stessa auto) ma Tom gli dice che l’auto gialla che in molti hanno visto sfrecciare per le vie senza fermarsi, dopo l’incidente, è di Gatsby. Wilson, accecato dalla rabbia, riesce ad arrivare alla villa di Gatsby e ad ucciderlo, mentre è in piscina ed a suicidarsi.
Vediamo questo omicidio come una sorta di sacrificio estremo da parte di Gatsby verso il suo grande amore, Daisy, perché c’era lei alla guida dell’auto nel momento dell’incidente.  Siamo sconvolti, speravamo forse in un lieto fine, e insieme a Nick vorremmo che Gatsby sia circondato dalle persone che gli vogliono bene. Ma qui l’amara verità:  viene lasciato solo nel momento della disgrazia, e del suo funerale.  Nick decide così di andare via da quel luogo, completamente deluso da quella falsa ed ipocrita società.

La frase finale del libro, racchiude in sé l’essenza del romanzo stesso: “Così continuiamo a remare, barche contro corrente, costantemente risospinti nel passato”.


Un libro profondo con una grande trama,  personaggi con caratteri raffigurati e ben in linea con la storia di quegli anni, continui punti di svolta e riflessioni ricorrenti. Un lavoro sicuramente molto “autobiografico”, visti i trascorsi dell’autore Fitzgerald. Un capolavoro

Ora che abbiamo “assaggiato” e concluso questa nuova lettura, possiamo dedicarci ai nostri dolcetti al limone. Vi lascio qui sotto la ricetta e la citazione tratta da “Il Grande Gatsby”.




Dolcetti morbidi al limone


Lo condussi in cucina dove guardò con un lieve biasimo la finlandese. 
Insieme valutammo i dodici dolcetti al limone presi in pasticceria.
"Possono andare?" chiesi.

"Certo, certo! Vanno benissimo!" e aggiunse, come forzandosi, "… vecchio mio".

Ingredienti:
300 gr fatina 00, il succo  e la scorza di un limone, 120 gr di zucchero, 1 uovo, 100 gr di Margarina a temperatura ambiente, ½ cucchiaino di lievito per dolci, zucchero a velo q.b., zucchero semolato q.b.

Procedimento:
Lavorate con la frusta l’uovo e la margarina, aggiungendo poi il succo e la scorza di limone e infine lo zucchero. Continuate a montare il composto e aggiungete la farina e il lievito fino a quando il composto non sarà omogeneo.  Avvolgete il panetto che si è formato nella pellicola, e lasciatelo in frigo per 30 minuti a riposare. Formate delle piccole palline e passatele prima nello zucchero semolato e poi in quello a velo (mi raccomando a non invertire questo passaggio) e disponete le palline formate in una teglia rivestita con carta forno e distanziateli leggermente, durante la cottura si allargheranno e avranno questa forma rotonda e “crepata”. Fate questi passaggi velocemente per evitare che l’impasto stia troppo a contatto con il calore delle mani. Mettete in forno preriscaldato per  15 minuti a 180°C. Se li volete più friabili e dorati lasciateli pochi minuti in più aumentando la temperatura a 200°C. Fateli raffreddare prima di servirli. Si conservano per qualche giorno in confezioni be chiuse. Sono ottimi serviti con tè verde o earl gray.  



1 commento:

  1. Bellissima recensione! Ho saltato la parte del finale, leggerò sicuramente il libro, e chissá forse proveró anche questi dolcetti!

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