venerdì 8 settembre 2017

"Lande Percorse" (Trilogia) di Diego Romeo [Recensione]

Salve a tutti e ben trovati dopo questo periodo estivo per una nuova recensione.
Oggi sono qui per parlarvi di una trilogia che ho letto questi ultimi due mesi, ovvero le Lande Percorse di Diego Romeo.
Lascerò un solo link cliccabile, il primo, dove potrete trovare direttamente tutte le opere dell'autore.


Lande Percorse - La Grande Guerra (Libro 1)
Autore: Diego Romeo
Editore: Astro Edizioni
Genere: Fantasy Epico/steampunk

Due imperi millenari si daranno battaglia nelle piane delle Lande Percorse, per imporre la loro supremazia. Eroi a cavallo dei loro draghi affronteranno orde di pelle-verde e di demoni sanguinari, mentre navi volanti si daranno battaglia nei cieli delle Lande Percorse, in uno scontro dall'esito imprevisto. Tutto sembrerà perduto, quando un manipolo di coraggiosi intraprenderà un pericoloso viaggio nel Mare Astrale, alla ricerca dell’unico negromante che ha scoperto il segreto della vita eterna, per chiedergli qualcosa d’impossibile. Intrighi e rivalità, guerre e omicidi, amori e tradimenti, presagi e magie si intrecciano nel primo volume della saga de "Le Lande Percorse".



Lande Percorse - I Figli del Toro (Libro 2)
di Diego Romeo

L’eroe Hurik dovrà affrontare la più impegnativa e folle impresa della sua vita. Partirà alla volta del continente meridionale delle Lande percorse, alla ricerca di nuovi alleati nella Grande guerra. Ma il male è sempre in agguato e pronto a colpire con tutta la sua inesorabile crudeltà. La casa degli elfi sarà messa a dura prova e vecchi re periranno nel tentativo di proteggere i loro cari, mentre il nuovo imperatore celeste sarà costretto a combattere. La battaglia imperversa ormai in tutto il continente. Ma forse, dal Mare astrale, giungerà una nuova speranza...





Lande Percorse - Aequilibrium (Libro 3)
di Diego Romeo

Gli eroi si riorganizzano per quella che sarà forse l’ultima battaglia della loro vita. I piatti della bilancia sono allineati, pronti a pendere da una parte o dall’altra. Hurik, contrastato dal suo acerrimo nemico Azazel, dovrà dare fondo a tutto il suo genio militare, per far arrivare l’esercito alle porte di Neapolis. I nani in tumulto renderanno precaria l’alleanza con l’impero celeste, mentre gli elfi dovranno lottare per non soccombere.Tutto sembra immobile, quando un tradimento inaspettato capovolgerà le sorti dello scontro.






LA MIA OPINIONE

Prima di tutto devo fare una premessa: oltre a questi tre libri ne esiste un quarto che fa da prequel all’inizio della grande guerra, che espone la storia da prima dell’inizio dello scontro. Sfortunatamente non sono stato in grado fino a ora di trovarlo e quindi di leggerlo, di conseguenza non so se vi siano, nella storia precedente, altre notizie rilevanti per la trama della trilogia o chiarimenti riguardanti certi miei dubbi. Cercherò di leggerlo in futuro, ma per ora parliamo di questi tre libri.

Raramente mi è capitato di trovarmi davanti a una saga fantasy così interessante; sono stato profondamente colpito dal respiro della storia e dalla profondità che viene data alla trilogia in ogni libro. La premessa iniziale che scrive l’autore ai lettori è molto importante: vuole far capire come una “grande guerra” come quella che racconta abbia anche molti lati cupi; per i morti, per il dolore che porta e soprattutto per l’enorme distruzione conseguente; vuole essere sì, un fantasy epico con i suoi codici cavallereschi e la sua grandiosità, ma vuole far capire come ci sia molto altro dietro una guerra, le vite dei soldati distrutte, il costo per il proseguimento e per la ricostruzione e l’importanza di come anche in uno scontro come quello che viene descritto, non è detto che vi sia solo mostri da una parte del campo di combattimento.
Un insegnamento forse, un invito a pensare? Probabile.

COSA MI E' PIACIUTO

Quello che mi ha colpito di più, devo dire, è la capacità di scrittura dell’autore. Diego Romeo riesce a racchiudere intere descrizioni di battaglie o di luoghi o persone in poche righe senza essere pesante e facendo scorrere la lettura piacevolmente. Non ricordo momenti in cui la lettura mi è stata pesante o lenta; è sempre più avvincente pagina dopo pagina, soprattutto nei momenti di battaglia tra singoli personaggi, dove si nota una velocità e un invito alla lettura attenta ma che ti rende voglioso di sapere come prosegue quello stesso scontro. Soprattutto credo sia importante far notare come l’autore riesca a rendere una descrizione, che potrebbe prendere molte più pagine o divenire lenta e noiosa (e soprattutto inutile) incredibilmente interessante e soprattutto estremamente riassuntiva, che non è indice di difetto, di non essere un bravo descrittore, ma è per me una capacità di far comprendere in poche righe il proprio pensiero e soprattutto il proprio concetto di quello che si sta leggendo e quindi immaginando nella mente.

Per quanto sia stato un rischio, mi ha particolarmente colpito l’ambientazione in cui gira tutta la trama; dico rischio perché Romeo inserisce veramente tante idee nella sua storia. Quella di cui si sta parlando è una grande guerra? Benissimo, partecipano tantissime razze, mortali o divine, si usano armi di svariato genere e si combatte sia per terra sia per aria. Questa moltitudine di razze e oggetti, che spaziano da un fantasy classico a uno più epico per poi toccare e contornare la storia con dello steampunk senza dimenticare caratteri di ambientazione divina o di mondi paralleli, potrebbero rischiare di diventare un minestrone pronto a esplodere, una pentola piena fino all’orlo di qualsiasi cosa in modo disordinato; questo rischio viene evitato da una trama che delinea tutta la storia, i personaggi, e le varie diversità di ambientazione. Non sembrano cose divise ed eterogenee, ma hanno una loro uniformità senza accavallarsi in modo insensato.

Rimanendo sul tema dei personaggi di certo si deve parlare della caratterizzazione dei protagonisti della trilogia. Tutti hanno qualcosa che li rende particolari, sia da una parte sia dall’altra dell’esercito; si nota come in gran parte dei personaggi vi siano forti virtù e, un incredibile legame con il codice cavalleresco, ma nessuno è perfetto e via via con lo svolgimento della trama, appariranno i vari difetti che daranno ancora più forma ai personaggi stessi; la passione, l’onore, l’incredibile senso di giustizia e di cavalleria anche contro il peggiore dei nemici; la volontà di seguire un codice che per alcuni è ancora la cosa più importante e per altri solo un inutile sequenza da dover rispettare; senza dimenticare le gelosie, la diffidenza verso ciò che non si conosce, gli odi e il dolore per le perdite o la vergogna per essere andati contro il proprio codice, anche in situazioni critiche come la guerra stessa. Sono tutte emozioni, passioni e caratteri che si percepiscono in ognuno dei tre libri.

E poi, ci sarebbero tanti altri punti da toccare ma questi credo siano i principali.

COSA NON MI E' PIACIUTO

Devo dire che il finale della trilogia mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Senza dire nulla di preciso, ritengo che gli ultimi capitoli della storia vadano, secondo me, troppo veloci rispetto a quello che dovrebbero raccontare e i duelli finali siano o troppo rapidi per l’epicità che si poteva dare alla storia; c’è sempre la tonalità della brutalità della guerra e l’orrore dei morti che si susseguono, ma non ho sentito il pathos percepito nelle pagine precedenti del terzo libro; senza contare alcune cose che sembrano voler riferirsi a un proseguo futuro della narrazione in questo mondo: possibile? Non so dire.

Come seconda cosa invece l’impatto iniziale che sia della trilogia. Vero, la scrittura aiuta molto la lettura, tutti gli svariati personaggi e tutta l’ambientazione è molto omogenea e ben fatta, ma devo dire che i primissimi capitoli della saga ti lasciano un po’ disorientato: questo perché ci sono tanti, ma tanti, ma TANTI personaggi, tante cose particolari, tutte diverse e senza una base di ambientazione che ti possa introdurre alla storia: si parte con una guerra e quindi avviene tutto e subito senza darti respiro (contando che però questo “difetto” potrebbe appianarsi con una lettura del prequel di cui vi avevo parlato a inizio recensione.)

IN CONCLUSIONE


Questo è un fantasy! Esagero? Paio troppo esuberante? No! Per me questo è un fantasy, così una saga deve essere fatta: deve prenderti e crearti un mondo attorno a te dettagliato e non caotico, darti qualcosa d’incredibile da leggere e lasciare spazio alla tua fantasia mentre t’immergi in duelli cavallereschi e avventure al limite dell’impossibile. Probabile che per qualche lettore abituato a un fantasy più classico tutto quello che si trova in questa trilogia sia esagerato e superfluo…possibile; ma trovo che sia così che debba essere scritto un fantasy oggi come oggi, pieno ma pieno di sfaccettature e idee e soprattutto di concetti anche di un certo spessore. Ultima cosa, ma non ultima, i cappelli iniziali di ogni capitolo: utili per avere via via che si legge un quadro sempre più completo e definitivo del mondo dove si svolgono i fatti; alcuni li ho apprezzati di più rispetto ad altri, in certi casi anche più corti era meglio, ma nel complesso veramente molto utili. 
Da molto non mi capitava di leggere qualcosa di così interessante.

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