sabato 16 dicembre 2017

Leggendo con i piedi fortemente poggiati su una nuvola


Parlare di una fiera come quella che è avvenuta a Roma tra il sei e il dieci di Dicembre potrebbe essere molto semplice, perché durante un evento del genere sono i libri che la fanno da padroni; quindi potrei mettermi qui a parlare di libri, libri e ancora libri, quelli che mi sono piaciuti, quelli che hanno attirato la mia attrattiva, che mi hanno incuriosito o quelli che ho evitato. Ma no, se voglio parlarvi di questa fiera e di come l’ho vissuta girando per i vari stand della stessa, credo sia giusto invece parlare delle persone. (per le foto dell'evento vedere QUI)

Perché voglio parlarvi delle persone, oltre alla ovvia risposta, che una fiera di grandi dimensioni come questa deve la sua esistenza alle tante persone che hanno lavorato alla sua preparazione, alla progettualità di conferenze e presentazioni, e anche alla sua gestione e vigilanza durante tutta la durata dell'evento; persone per me degne di rispetto per come è venuta bene a conti fatti tutta la fiera. Voglio parlarvi delle persone con cui ho parlato, quelle che ho intravisto, quelle che lavoravano nelle singole case editrice ed erano li per promuovere i propri libri o meno. Ho girato passando per tutti gli stand della fiera, ho osservato le varie case editrici e associazioni culturali; ho dato uno sguardo a come venivano proposti i libri, che tecniche per attirare l’interesse delle persone veniva usato, come portare le persone a incuriosirsi di una casa editrice non conosciuta e farli interessare ai propri libri editi. Certamente mi sono soffermato di più in stand di persone che sono ben conosciute dal nostro blog, come i Darkers, o la Astro edizioni, oppure la Les Flaneurs (anche se scioccamente o per distrazione o per stanchezza mi sono dimenticato di soffermarmi presso lo stand della Watson) ma girando ho avuto modo di parlare e scambiare due chiacchiere con varie persone specialmente autori di libri che erano li per proporre la propria opera.



Che dire di una fiera come quella che è stata fatta: la varietà delle opere scritte? Le varie possibilità di conferenze sul mondo dell’edilizia e del mondo libraio? La scelta oculata di usare la Nuvola di Fuksas per proporre questo evento annuale? (anche se non usata per la sua totalità) io direi la forza e la volontà di rapportarsi con i possibili acquirenti e la voglia di parlare di quello che è alla fin fine il loro lavoro. Vedete, io come altri presenti li alla fiera avevamo davanti molti imput, idee provenienti da ogni stand, e molti di coloro che giravano alla ricerca di idee su che libro soffermarsi avranno trovato utilità nelle parole di chi gli proponeva questo o quel libro in modo da stuzzicare il palato di un possibile lettore. Vera è una cosa, chi lo faceva non aveva come fine solo “espandere la cultura e la passione del libro” si era li per vendere e far cassa e su questo non c’è niente da dire; ma un conto è essere propositivi e attivi con un pubblico appassionandolo, altre è rimanere passivi davanti a un copioso flusso di persone che passava.

Si perché questa fiera per quanto mi abbia dato la possibilità di vedere volti conosciuti e conoscerne di nuovi, mi ha lasciato un gusto agrodolce: perché mentre molti stand venivano visti e rivisti, altri erano desolatamente poco osservati dalla massa, ma questa è una cosa che ormai ho compreso delle fiere; spesso, seppur una fiera sia fatta per un certo genere di cose molto specifico, certi stand attirano solo un certo tipo di pubblico estremamente piccolo. Ma un conto è questo discorso, un altro è non tentare di attirare in qualche modo un pubblico a se, non costruire qualcosa di appetibile, ma rimanere inermi. Anzi sono rimasto molto sorpreso dal comprendere che in alcuni stand la gente che si trovava li non era delle specifiche case editrici presenti, ma persone pagate per “vigilare” per quell’orario, senza quindi avere informazioni sui libri, sulla casa editrici o sugli autori; trovo una cosa del genere sbagliata e anche un grave errore sulla pubblicità del proprio prodotto.
Agrodolce quindi con vette positive comunque di ottimismo sul campo dell’editoria che riguarda di più i libri che questo blog mette sotto la lente d’ingrandimento, alti e bassi che solo però delle persone con dei sentimenti e dell’ingegno possono causare e che hanno portato con se in questa fiera poggiata su una nuvola di cultura.

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