sabato 4 novembre 2017

"Prigionieri" di Mauro Corticelli (Recensione)

Cari amici del Bosco, eccomi con una nuova lettura da proporvi. Un romanzo dolce e struggente che vi porterà  indietro nel tempo, alla ricerca di ideali e valori che sono diventati la bandiera di tanti giovani uomini e giovani donne: si tratta del romanzo Prigionieri di Mauro Corticelli - Pendragon Edizioni.


Quando il viaggio di uomo, al di là dell'oceano, diventa in realtà un viaggio dentro se stesso........seguitemi e scopriamo il mistero di un misterioso diario....




Prigionieri di Mauro Corticelli

Edizioni Pendragon
Formato Kindle Euro 5,99


Carlo Moretti, alle prese con il fallimento della sua attività commerciale e del suo matrimonio, turbato da un nuovo amore apparentemente impossibile, trova il diario scritto da uno zio, nonché omonimo. Quella che sembra una semplice raccolta di memorie sugli anni di prigionia negli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale si rivela un documento in grado di sconvolgere la vita del protagonista e la storia della sua famiglia. Carlo decide così di varcare l'oceano per scoprire la verità. Ma l'avventura americana, che riserverà non poche sorprese, si trasformerà inevitabilmente in un viaggio dentro se stesso. 


LA MIA OPINIONE

Mi sono avvicinata a questo libro in punta di piedi, erroneamente pensavo non fosse il mio genere. (Chissà se poi io ho un genere, visto che leggo praticamente tutto!!!). Ho fatto bene, è proprio un bel libro.

La storia mi ha preso e mi ha avvolto come una tiepida coperta e le vicende di Carlo Moretti mi sono parse quelle di famiglia.
Il protagonista potrebbe essere uno di noi, alle prese con i quotidiani problemi: il lavoro, un matrimonio, le crisi e i momenti di sconforto.
Mi piacciono i romanzi che parlano della piccola storia, quella che sta a contorno dei grandi eventi, quelli per intenderci che cambiano il mondo.

Attraverso la raccolta di memorie degli anni di prigionia dello zio, emergono tutti i dubbi e le paure di chi improvvisamente si è trovato dalla parte sbagliata della barricata, di tutti quegli uomini che hanno seguito quello che credevano un giusto ideale e si sono trovati improvvisamente svuotati di tutte le loro certezze.

Interessante l'idea di utilizzare una sorta di flash-back che ci trasporta al di là dell'oceano, in quell'America degli anni della seconda guerra mondiale, che ha fatto da casa a molti nostri connazionali che si sono ritrovati prigionieri delle forze americane.


Mi piace  il modo pacato di scrivere di Mauro e gli auguro di riuscire a scrivere presto la storia del suo nonno Cesare, per se stesso e chissà quanti altri nonni che non hanno mai potuto raccontarla.


A presto cari amici      


 Dany

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