venerdì 23 giugno 2017

"L'ora del diavolo" di Alessio Del Debbio [Recensione]

Salve a tutti lettori e benvenuti a questa nuova recensione. Oggi sono qui per parlarvi del libro antologia di Alessio Del Debbio, “L’ora del diavolo”.




Titolo: L’ora del Diavolo
Autore: Alessio Del Bello
Editore: Sensoinverso Edizioni
Collana: Extra
Genere: Fantastico
L'ora del diavolo è un'antologia di racconti fantastici ispirati a leggende e tradizioni lucchesi, rielaborate in forma romanzesca. Tredici storie, tredici strade che ci portano dritti nelle tenebre, nei luoghi oscuri e misteriosi delle Alpi Apuane, in Versilia e nella Piana di Lucca. Leggende e antiche credenze sono amalgamate in racconti dalle sfumature inquietanti e fantastiche, con magia e speranza che si intrecciano facendo luce sugli aspetti più crudi della natura umana. Il diavolo si insinua nelle vite degli uomini, li tenta e li inganna: ma da sempre è l'uomo stesso a invocarne la presenza per godere di favori altrimenti inappagati e impossibili da soddisfare. L'ora del diavolo rielabora l'eterna lotta tra il Bene e il Male: bontà e forza di volontà contrapposte e furbizia e malvagità. Numerose le leggende locali utilizzate nella creazione dei racconti, incentrati o legati alla figura del diavolo, come corruttore di anime, mercante di sogni, sobillatore e firmatario di patti che impegnano gli uomini in cambio di qualche servizio reso loro dal maligno. Qualche esempio? La storia di Lucida Mansi, della Busdraga di Camaiore, l'edificazione del Ponte del Diavolo (a Borgo a Mozzano), le figure degli streghi e dei Serpenti Volastri, della Serpe Regola, dell'Omo Selvatico, il gigante del Monte Freddone, le fate di pioggia, le sirene, il linchetto, i buffardelli, l'ombra di fumo e via dicendo.




L’ho letto, cosa ne penso?

L’ora del Diavolo è una raccolta di tredici storie che narrano in modo romanzato leggende o avvenimenti legati alla storia della Toscana, per la precisione alcuni luoghi come le Alpi Apuane, città come Lucca e Viareggio, e paesini dimenticati dove tradizione e superstizioni si fondono dando vita storie incredibili e fantastiche. L’autore cerca di dare un filo conduttore a questi racconti legando le leggende e i fatti che vuole narrare nelle sue storie. Essendo di poche pagine ognuna ed essendo le storie legate in qualche modo, ho deciso di riunire il commento a tutto il libro assieme.


Cosa mi è piaciuto:


La decisione dell’autore, di romanzare le varie storie e leggende, è stata azzeccata e ben costruita. Le piccole storie narrano del fascino del potere dato dal Diavolo, della corruzione da lui portata ma anche della forza di chi lo affronta e combatte le creature ostili all’uomo; le storie non si perdono allungandosi ma narrano l’essenziale, la storia che sta avvenendo, a volte usando come metodo di scrittura la prima persona, a volte la terza, a seconda dei casi.
Può di certo interessare anche venire a conoscenza delle varie storie di questo genere della Toscana: le tentazioni del Diavolo, gli scontri contro le creature marine a largo di Viareggio; le guerre tra i popoli dei boschi e le forze oscure, sono parte di una tradizione popolare che fa parte della storia locale, di certo storie che non si conoscerebbero in altro modo. Certo come già detto romanzate per renderle fruibili al pubblico ma comunque sono storie che incuriosiscono e fanno da monito verso la tentazione che può offrire l’oscurità.

Sono varie le storie forti come storia e di certo una delle più interessanti è quella dove il diavolo colloquia con noi lettori per dare le sue spiegazioni di quello che fa e decide. Sono storie dove avvengono fatti sovrannaturali, ma dove anche si denota come sia la forza anche delle persone che paiono più deboli a essere quella decisiva a volte contro il nemico.


Cosa non mi è piaciuto:

Ci sono invece delle cose che mi hanno lasciato perplesso e, soprattutto all’inizio delle prime storie, un po' disorientato. Ovvero il fato che non si contestualizzi bene la storia; quello che voglio dire è che ogni storia inizia con un avvenimento in atto e solo poche danno una specie di introduzione a cosa sta avvenendo; in alcune storie siamo solo spettatori di una cosa che sta accadendo senza sapere di chi si sta parlando, e non aiuta nemmeno il fatto di non sapere il periodo storico il luogo;  certo abbiamo detto che il libro narra di leggende e storie della Toscana, e si dopo le prime righe si capisce il luogo in cui ci si trova, ma non si capisce facilmente il periodo storico, che pare fin dalla prima storia seguire un ordine cronologico non meglio definito però.
Tutto questo non aiuta a immedesimarsi nel racconto che si sta leggendo perché alle volte non si ha totale idea di chi sia il protagonista; vero molte volte, il protagonista della storia non è altro che uno strumento per la narrazione di ciò che riguarda una vecchia tradizione e leggenda, ma a volte serve dare più contorno a quello che c’è attorno senza essere troppo essenziale, infatti poi questa cosa avviene nelle storie che hanno, sia più pagine, che più forma, dei personaggi e del quadro storico che si ha davanti.

In definitiva:
Tredici storie brevi, tutte con qualche spunto e tutte che lasciano qualcosa. Un avvenimento, una storia, un monito o un oscuro presagio; non sono storie esoteriche o “mefistofeliche, certo il Diavolo è una figura che appare sempre, ma son leggende, storie di tradizioni che sono giustamente degne di ricordo e di lettura. Certo sono poche le pagine a disposizione per tutte le storie e forse qualcuna in più avrebbe dato più respiro a certe storie che paiono “troncate” all’inizio, ma per il resto è un libro che si fa leggere e che in certi punti oltre che a farti svagare ti fa riflettere su varie questioni.

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