giovedì 27 aprile 2017

Missione Grande Bellezza di Alessandro Marzo Magno [Recensione]


Salve a tutti lettori e ben trovati per una nuova recensione. Oggi parleremo di un libro della Garzanti ovvero “Missione Grande Bellezza” di Alessandro Marzo Magno.


Titolo: Missione Grande Bellezza: Gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori italiani saccheggiati da Napoleone e da Hitler
Autore: Alessandro Marzo Magno
Editore: Garzanti Editore
Collana: Saggi
Anno di produzione: 2017| pag. 320
Genere: storico
L'Italia è un enorme museo: nelle sue città, fra le sue colline, lungo le sue spettacolari coste sono nati - e in qualche caso sono tutt'ora conservati - alcuni dei più grandi capolavori artistici della nostra civiltà. Chi non conosce "L'ultima cena" di Leonardo Da Vinci, il "David" di Michelangelo e la "Primavera" di Botticelli? Ma sono tante le opere create in Italia che hanno vissuto destini travagliati: trasportate per il mondo, rubate in guerra, a volte restituite a volte no, spesso perdute. Non c'è da stupirsi che i più temuti personaggi della storia, da Napoleone fino a Hitler, abbiano preso di mira lo stivale d'Europa con i suoi tesori. Ma in loro difesa si sono battuti eroi sconosciuti che hanno rischiato la vita per riportare in patria parte del bottino, e di cui oggi Alessandro Magno ricostruisce le gesta.

L’ho letto cosa ne penso:
Missione grande bellezza come si può capire da sopra è un saggio, più precisamente un saggio sulla storia del nostro paese. L’autore ci espone in questo libro la storia di molti dei capolavori artistici italiani, che furono trafugati o fatti prede di guerra da vari paesi stranieri (in questo caso saranno visionati il periodo napoleonico e gli anni precedenti e successivi dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale). L’Italia è sempre stata vista come un museo, un luogo pieno zeppo di quadri, sculture, manoscritti e gioielli d’inestimabile valore per la cultura del nostro pianeta. Non poche volte quindi molte potenze straniere hanno tentato di prelevare dalle nostre città più opere di valore possibile creando un proprio angolo di cultura e arte dove esporre una collezione di vario genere e d’incredibile sfarzo.
Missione Grande Bellezza, non vuole però far vedere come poco il nostro paese ha difeso ciò che i suoi geni hanno creato ma narrare la storia di come valorosi italiani hanno tentato di recuperare le opere che sono andate perdute per tanti, troppi anni. Un saggio che vuole esporre quindi i mezzi e i trucchi e gli espedienti per far tornare in patria più opere possibili.
Cosa mi è piaciuto:
Non è mai facile esporre in modo oggettivo e senza sbilanciarsi troppo una storia come quella che lo scrittore c’ha voluto narrare; un saggio che ha anche il gusto del thriller per come sono esposte e descritte certe parti della storia.
Le azioni di Canova in Francia come rappresentante dello Stato Pontificio sono attente e caute perché sapeva lo stesso artista che non sarebbe stato assolutamente facile recuperare ciò che era andato perduto. Marzo Magno nella sua esposizione dei fatti riesce a tenere più di una volta toni equilibrati; non è la storia della povera Italia maltrattata e ferita e più volte invasa e derubata, ma è anche di un paese che nascondeva i propri preziosi tesori spesso senza pensare al loro restauro o senza dargli il giusto tono e importanza. Molti quadri o sculture spesso si trovavano in chiese di alcuni paesi, donati o semplicemente trasferiti in luoghi dove nessuno avrebbe mai visionato la loro bellezza.
Quindi è importante tenere conto che spesso grazie a questi furti siamo venuti a conoscenza di molti capolavori quasi sconosciuti. Questo scusa certe azioni? Certo che no. Marzo Magno narra di come le bellezze artistiche italiane ammaliano persone di spicco come furono Napoleone e poi Hitler tanto da fregarsene di regole o lealtà per poter avere per loro molte delle creazioni presenti in Italia; e se per Napoleone si può parlare, di “scusa” la non presenza di un regno unificato cui tener conto ma solo di tanti piccoli stati o regni che furono più di una volta invasi e conquistati in modo più o meno duro, per la Germania Nazista non regge nemmeno tale discorso visto che come viene narrata la storia dall’autore, vi furono incredibili pressioni dai tedeschi per ricevere opere d’inestimabile valore che poi non ridiedero più indietro. Molte certo furono comprate e pagate legalmente ma in molti casi Göring e Hitler furono molto convincenti nel ricevere “doni” da parte del fraterno alleato Italiano. Certo tutto quello che accadrà da dopo l’8 settembre 1943, sarà ben diverso e dopo la “stasi” iniziata con l’arresto di Mussolini fino alla sua liberazione, entreranno in scena decisioni e azioni molto diverse. L’autore è molto attento nella descrizione di tali eventi. A differenza dell’ottocento infatti entrano in campo anche altri discorsi: la guerra, le capacità politiche di alcune figure nel non permettere una fuga massiccia in Germania o in altre nazioni delle opere italiane. Molti sono azioni sotterranee dove a volte dei nemici diventano alleati e viceversa. Stiamo anche parlando di un periodo travagliato che non è MAI facile nemmeno da scrivere senza passare per faziosi o per altro, quindi ottimo che Marzo Magno ha cercato sempre di non esagerare ed esporre quello che le sue ricerche hanno portato.
Aiuta di certo anche la folta bibliografia finale e l’elenco delle opere perdute nel corso dei periodi descritti. Visto l’ampio numero di quadri e collezioni perse si potrebbe perdere il filo e questo elenco finale aiuta il lettore ad apprezzare al meglio quello che sta leggendo.
Cosa non mi è piaciuto:
Il problema principale in un libro del genere sono i momenti morti; troppo lunghi e troppo ampi. Per quanto si narri la storia delle azioni di furto e recupero di opere d’incredibile importanza, si giunge sempre ai momenti in cui praticamente si elencano semplicemente i quadri o le sculture o i libri che erano trafugati e portati via. Se si tratta di opere estremamente particolari e con una storia dietro di se affascinante, allora vi è una narrazione, ma sennò ci ritroviamo solo una lunga esposizione senza nemmeno memorizzare o comprendere bene la grave importanza della perdita di tutti quei capolavori, di cui molti non torneranno più in patria o andranno persi nell’oblio della storia. In questi punti si perde fortemente il ritmo della lettura e fa perdere la voglia di leggere certe parti andando avanti per leggere pagine più interessanti e piacevoli. Vero, stiamo parlando di un saggio ma per come espone bene la narrazione, l’autore, non ci si aspetta tanti momenti morti nella narrazione.
Altra cosa che lascia perplessi è la scelta dell’ordine dei capitoli. Come detto in precedenza questo saggio parla dei capolavori italiani trafugati soprattutto in periodo napoleonico e tra gli anni ’30 - ’40 del novecento e di vari agenti che lavorano per il recupero di tali opere d’arte. Quello che non capisco è mettere come capitolo iniziale il recupero delle opere perse e poi parlare in quelli successivi di quelle stesse opere trafugate in precedenza;. Sinceramente non ho compreso perché questa scelta di resa della storia; prima mi esponi come il Canova recupera a Parigi le opere italiane e nei capitoli successivi mi esponi come Napoleone e i suoi generali hanno trafugato quadri e altri capolavori italiani durante le conquiste napoleoniche in quel periodo, e lo stesso vale per i capitoli successivi per la Seconda Guerra Mondiale. Sinceramente non ho ben compreso il perché della questione, ma per fortuna nella resa generale non crea troppi problemi nella lettura per il lettore.
In Definitiva:
Non male, ha dei momenti morti che non aiutano la lettura, ma la struttura di un saggio del genere è più che buona. Come già detto, non è facile essere facilmente oggettivi davanti a situazioni storiche come quelle descritte ma lo scrittore è stato capace di non rendere il resoconto o banale o troppo simile a un semplice elenco di opere trafugate.

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