venerdì 17 febbraio 2017

"Oltre i Confini" di Noemi Gastaldi [Recensione]

Salve a tutti lettori e benvenuti in una nuova recensione. Oggi riprendiamo la trilogia “Oltre i Confini” di Noemi Gastaldi, di cui il nostro blog aveva già recensito il primo libro “Il tocco degli spiriti antichi” (per vedere la prima recensione cliccare Qui) Oggi vi proporremo gli altri due libri del resto della saga del mondo immateriale ovvero “Il battito della bestia” e “Il canto delle forze ancestrali” sempre editi con la piattaforma Youcanprint.


Titolo: Il Battito della Bestia
Autore: Noemi Gastaldi
Editore: Youcanprint
Genere: Fantasy | pag. 278



Lucilla si risveglia dopo la battaglia, incredula, incapace di accettare l'idea che il mondo oltre i confini sia stato dissolto. Le basterà trovare il coraggio di affrontare la situazione per accorgersi che le due facce della realtà, simbionti e inscindibili, sono soltanto cambiate... 










Titolo: Il Battito della Bestia
Autore: Noemi Gastaldi
Editore: Youcanprint
Genere: Fantasy | pag. 278 




Lucilla si sveglia nel mondo che credeva perduto. 
La realtà circostante è ormai mutata a causa degli squilibri, il mondo sta scivolando nel caos. La stessa Viator è molto cambiata: quel tanto che le servirà per trovare la sua strada…








L’ho letto cosa ne penso


Per la recensione del primo libro lasciai in pratica in sospeso la decisione del voto senza dare gufi di valutazione. Questo perché la storia che avevo letto era così strana e surreale che avevo bisogno di nuovi dati per un mio commento positivo o negativo. Con questi due libri che concludono la trilogia, sono arrivate abbastanza informazioni per rendere concreto questo mio commento. Che dire quindi di primo impatto? Beh le varie cose positive del primo libro sono rimaste ma alcune cose che mi avevano lasciato perplesso sono state confermate. Entrerò tra poco con più profondità nella questione aggiungendo qui solo che l’idea di base dell’autrice, che da il via a tutta la storia mi ha colpito e mi ha dato varie sensazioni: positive o negative? Vedremo ora


Cosa mi è piaciuto:


Prendendo in esempio tutti e tre i libri della storia ci sono varie cose che mi sono piaciute. Intanto l’atmosfera che si respira in tutta la saga, o meglio il contesto dove le trame narrative si evolvono. Il “mondo oltre i confini” questo piano della vita che non è né oltre la vita terrena, né un luogo legato a qualche influsso religioso, è estremamente particolare, unico nel suo concetto è molto particolareggiato rendendo la storia e i personaggi che si muovono al suo interno nuovi per un lettore. Intendiamoci, il concetto di “mondo parallelo” di “spiriti” e legami che trascendono la realtà non sono di per se nuovi, ma in questo racconto ci sono delle scelte da parte dell’autrice che rendono tutto ciò che leggiamo e che immaginiamo, diverso dal solito. Innanzitutto l’aver slegato questo mondo da qualsiasi concetto religioso/esoterico è molto importante.
Il “mondo oltre i confini” non ha simboli che lo riportano a qualcosa di specifico, i legami dei viaggiatori, coloro che superano il velo e hanno la possibilità di andare oltre in questo mondo, con le creature di quello stesso mondo, non sono riconducibili in modo netto a qualcosa di reale. Certo la simbologia, il concetto di fondo e anche le parole usate dalla scrittrice per definire certe idee (Viator, Viator Lucis e altri) hanno di certo qualche influenza ma nella storia, in questo mondo non vi è alcun contatto vero e proprio. Anzi spesso i tentativi da parte di chi è esterno da tutto ciò, di collegare quello che avviene a sette, gruppi esoterici, o altro è utile per far comprendere come si vogliano “forzare” certe realtà a qualcosa che conosciamo o che possiamo comprendere; anche la storia di Lucilla con sua madre aiuta in questo, una madre che cambia idea o religione come se fosse una moda, lasciando la figlia disorientata tra religioni occidentali e tecniche buddiste o new age; un mosaico che disorienta, forse anche una critica verso questa “moda” che in realtà porta solo a non comprendere il proprio io. Non credo che la scrittrice voglia usare questa saga come critica a certi costumi, ma secondo me usa tutto ciò per dare forma alle sue idee. Dare vita a un mondo estremamente particolare ma anche fuori dai nostri concetti conosciuti; vicino a noi ma estraneo a quello che conosciamo.
Altra cosa ben fatta è l’evoluzione dei personaggi. Lucilla e Francesca in primis cambiano, maturano, hanno perdite e subiscono ferite da cui si riprenderanno pagando un prezzo sempre più caro…La prima all’inizio della storia è quasi incosciente di quello che gli accade, non comprende fino a fondo cosa sia il luogo, dove è finita casualmente, rimarrà per molto tempo disorientata da tutto ciò che la circonda confortata solo dal suo stretto legame con l’amante predestinata Fantasy.  Con il tempo crescerà comprendendo sempre di più il suo ruolo e l’i9mportanza delle sue azioni. Sarà dura per lei imparare ma seguirà una strada che la farà maturare sempre più. Il contrario forse di Francesca, decisa intelligente, comprende subito quel mondo che inizia a conoscere e ne segue le strade; è forte ma anche arrogante e questa sua pecca la porterà a fare vari errori divenendo con il tempo più umile e pronta ad ascoltare altre idee soprattutto di chi non ritiene al suo livello. Anche i loro avversari e nemici si evolvono; a volte toccando vette di follia sempre più alte, a volte razionalizzando le situazioni, ragionando.
Confermato l’uso di particolari termini che rendono la lettura molto interessante. Come vengono definiti i sognatori, le varie differenze tra viator e le bestie, oltre agli spiriti antichi e le forze ancestrali; tutto estremamente studiato e curato dalla scrittrice.


 Cosa non mi piace

Bisogna dire però che quella sensazione di nebulosità sulla storia in generale e sulla trama, rimane. Molte volte avvengono avvenimenti nebbiosi o la trama sembra sbiadire nascosta tra il vapore delle idee e delle possibilità che si hanno davanti. Tal volta la trama si comprende benissimo ma invece è l’ambiente attorno a noi o i personaggi che diventano sempre più strani o nebulosi. Sicuramente rispetto al primo libro questa sensazione di smarrimento è meno costante, ma in certi punti tocca ancora vette molto preoccupanti, tanto che non ti lascia comprendere la motivazione di certi capitoli della storia; questo rende tutto più lento, soprattutto nelle parti centrali del secondo libro della saga, dove ci sono momenti veramente poco chiari. Infine bisogna notare che da un certo punto della scrittura della storia vi sono degli scatti di trama poco comprensibili. Mi spiego meglio; a un tratto la trama porta avanti certi discorsi di trama, presenta degli avvenimenti o delle situazioni, che però non vengono spiegati e quindi non si comprendono subito, ma nella lettura, questi avvenimenti non spiegati sembrano azioni naturali all’interno della trama. I personaggi inizieranno ogni tanto a fare delle cose che prima non facevano come delle cose estremamente naturali nella storia ma che poi vengono riprese più avanti nella trama e spiegate; una scelta ma una scelta poco comprensibile, perché lascia il lettore molto incerto, con il timore che lui si sia perso qualcosa d’importante nella lettura (tipo nelle zone di nebbia della storia) ma non è vero. Non aiuta tutto questo alla prosecuzione della lettura perché si rischia di perdere pezzi per strada.




In conclusione

Il voto è assolutamente positivo alla fine. Tra alti e bassi ci sono molte cose che funzionano e che ti portano a proseguire la lettura. Questo particolare stile e questa scelta interessante della storia sono degli ottimi punti a favore e aver chiarito certi aspetti del “mondo oltre il confine” ha aiutato parecchio nella comprensione di questa saga. Ci sarebbero ancora varie cose da migliorare ma alla fine ci sono molte cose positive che soddisfano.



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