mercoledì 4 gennaio 2017

"Febbre Gialla" di Irene Pecikar e Diego Zabot [Recensione]


Salve a tutti lettori e benvenuti a questa nuova recensione. Oggi parleremo di “Febbre gialla” della Butterfly Edizioni scritto da Irene Pecikar e da Diego Zabot


Titolo: Febbre Gialla
Autore: Irene Pecikar/Diego Zabot
Editore: Butterfly Edizioni
Collana: Granelli
Genere: Giallo / Poliziesco




Un omicidio a luci rosse in uno squallido motel; le misteriose email di una sconosciuta e la fuga disperata di una donna tradita; la scomparsa di una ragazza e l'apparizione improvvisa di una sorella della quale nessuno conosceva l'esistenza&Cinque storie, cinque sfumature di giallo per un'opera "febbricitante" che farà salire nel lettore la temperatura delle sue emozioni. Un libro geniale nel quale il mistero è un punto di partenza: la chiave di lettura per decifrare la solitudine, il desiderio e il lessico imprevedibile delle più oscure passioni umane.


L’ho letto cosa ne penso?

Febbre gialla è una raccolta di cinque gialli scritti dai due autori citati qui sopra. I racconti che andremo a esaminare sono molto brevi e per questo sarò molto riassuntivo non dicendo cosa mi piace e cosa no ma prendendo ogni singola storia dicendo la mia; il motivo é che essendo racconti di poche pagine, non c’è in realtà molto da dire a riguardo, ed è un peccato. Alcune storie con più pagine sarebbero uscite fuori meglio e comunque avrebbero avuto più respiro; invece ci ritroviamo davanti a scene del crimine, momenti di suspense, e colpi di scena che essendo racchiuse in una manciata di pagine perdono molto del loro vero valore rischiando di banalizzare le opere. Da aggiungere, la quantità della pagine aumenta di storia in storia : la prima ne ha pochissime quelle in mezzo più o meno lo stesso numero, mentre l’ultima ne ha più del doppio rispetto le altre.


Ogni Tuo Desiderio

Qui, non ho niente da dire. Seriamente, non so cosa dire; una manciata di pagine per una storia totalmente autoconclusiva che non lascia niente e sembra narrare una scena che passa e va via. Ripeto troppo breve per vedere personaggi interessanti, troppo breve per trovarci qualcosa che possa stuzzicare l’interesse. Una storia a luci rosse che ha ben poco di erotico, che si muove in poche pagine parlando di un omicidio che però non lascia interesse sulla vittima o sull’assassino…Ancora ripeto, troppo poco.


Progetto Brigitte

Una storia che si basa sulla fuga e i doppi giochi, di tradimenti e falsificazioni; idea molto interessante ma che crolla rovinosamente davanti alla poca profondità dei personaggi e della trama in generale. Ovvio, visto che stiamo parlando di storie brevi dovrei anche tenere conto di ciò per un commento, ma la buona idea di trama non basta per scusare il poco interesse per una storia che parte lenta e poi finisce tutta insieme in colpi di scena più o meno scontati; la mancanza di spazio di scrittura non da respiro a niente nemmeno qui. A differenza di prima abbiamo la creazione di una storia almeno intrigante ma niente di più niente di meno; se si hanno così poche pagine allora si deve capitalizzare meglio la cosa.


Paga il tuo debito, detective Burn!

Storia ambientata in America, una storia investigativa curata con una parvenza di sottotrama aggiunta che allieta questa storia. Poche pagine ma in questo caso sfruttate meglio di prima. Quello che non va assolutamente sono la caratterizzazione dei personaggi, che paiono delle macchiette di un vecchio film investigativo americano. Troppo marcata questa raffigurazione dei vari personaggi nella storia, giusto per dargli uno stile particolare; ti da la storia di essere nel grigiore di New York, tra un locale scadente e un night di secondo ordine, seguendo la storia del classico investigatore con la boccetta di Whisky in tasca… D’accordo ma non serviva, perché così è troppo esagerato e nel finale tutto ciò rende la storia quasi una farsa; tutto insieme troppo quando prima troppo poco?


Come Dio ti ha Fatto

E infatti nella quarta storia, si torna a mettere troppo poco nel giallo che si va a leggere. Un omicidio, un assassino che potrebbe non essere l’assassino, una persona con problemi mentali. Un classico miscuglio per una trama per un investigativo classico; avviene qualcosa si pensa A ma invece è successo B; una storia che può tirare dritta semplicemente, peccato che sempre in queste poche pagine poi ci ritroviamo stralci di aggiunte alla trama che non c’entrano nulla, cose che servono ad abbellire la situazione in generale, per dare più colore ma che non servono ai fini della trama; allora la domanda è: perché? Gia si hanno poche pagine già le storie quindi saranno troppo brevi è per un giallo vuol dire accelerare i tempi e far danno, in aggiunta inserisci abbellimenti? Pensiamo prima a dare carattere ai personaggi, troppo vacui, troppo fumosi inseriti in una trama anch’essa stabile.


Grida Silenziose

La storia più lunga, quella più articolata, con più spazio per creare suspense e interesse, che diventa invece il riassunto dei difetti di tutte le storie prima, con l’aggravante di avere il doppio delle pagine precedenti. Trama investigativa/poliziesca mediocre e mai sorprendente, con colpi di scena che non fanno effetto. Personaggi che non ti lasciano nulla del loro carattere, hai modo di colorarli un po’, senza caricarli troppo e a malapena si nota qualche sfumatura. Finale quasi ovvio che in parte potrebbe essere tenuto nel mistero con una “scoperta” a metà della storia, ma che viene rovinata poche pagine dopo. Non c’è suspense, non c’è coinvolgimento e si perde in discorsi inutili e finali di paragrafi ancora più inutili. La sensazione di leggere tante pagine e di ricevere la metà di quello che potresti avere, se non di meno è netta e ti rimane anche nel finale. Il concetto di base può piacere ma è si perde quasi subito.



Si salva poco se non pochissimo di questo libro; non vado a toccare altri piccoli problemi (come la scelta dei titoli delle storie) che sono minimi rispetto ai problemi riscontrati nella lettura, che poi scende bene, scorrevoli sono i gialli che vengono proposti, ma anche aiutati dalle pochissime pagine lasciate a disposizione ed è qui il problema per me. Tutto troppo soffocato sbrigativo e troppo concentrato. Non c’è suspance, non c’è interesse, non c’è l’enigma, perché appena mi crei il mistero dopo due pagine mi sveli tutto, perché hai poche pagine certo e sono sicuro che con maggior spazio avrei visto qualcosa di più, ma quello che ho letto è molto mediocre; poi fossero storie concatenanti, storie legate con una soluzione finale nell’ultima storia, avrei preferito di più. Così no! Storie diverse staccate e che alla fine non ti lasciano nulla da ricordare.

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